Non è il derby più sentito della storia, ma in questo momento può pesare tanto

Non è il derby più sentito della storia, ma in questo momento può pesare tantoTUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 18 gennaio 2023, 17:58Editoriale
di Filippo Tramontana

Un derby è sempre un derby, inutile sottolineare cosa voglia dire approcciare e vivere questa partita per un tifoso di una o dell’altra squadra. Se poi in una sera in palio c’è anche un trofeo, oltre all’orgoglio cittadino, allora il mix diventa letale per qualsiasi coronaria interessata.

Milan-Inter è da sempre un’emozione, rappresenta la sfida stracittadina e la voglia di prendersi, per una sera e fino al derby successivo, il trono della città abbinandolo ai propri colori, è una gioia indescrivibile per chi vince e una sofferenza continua per chi perde.

“Sappiamo l'importanza del match, per di più è un derby in finale. Ho letto che è accaduto solo due volte nella storia. Cercheremo di fare una grande gara, è il primo trofeo stagionale e vogliamo fare bene”, queste le parole di Inzaghi nella conferenza pre-gara. Il mister nerazzurro è stato informato bene, purtroppo per l’Inter però il ricordo della finale del 2011 non è molto dolce. Sulla panchina interista sedeva Gasperini, la finale di Supercoppa si giocava a Pechino. L’Inter, detentrice della Coppa Italia, segnò per prima grazie a una magistrale punizione di Sneijder nel primo tempo. Nel secondo tempo però il Milan, campione d’Italia in carica, ribaltò la partita in 10 minuti con i gol, tra il 60^ e il 70^, di Ibrahimovic e Boateng.

Un precedente incoraggiante per la squadra di Pioli, meno per quella di Inzaghi.

Sono passati orma 12 anni e il mondo è cambiato, Inter e Milan sono passate attraverso cambi di proprietà, risultati fallimentari, risalite e gioie inaspettate. Ora si affrontano in una finale che rappresenta il meglio dell’Italia calcistica.

Questo derby non sarà certo il più “sentito” della storia ma sicuramente avrà un ruolo da protagonista in questa ancora giovane stagione.

Le due squadre non sono nel momento migliore possibile, Pioli si trova a dover fronteggiare un calo psicofisico inaspettato, Inzaghi continua a dover fare a meno di Lukaku, quella che in definitiva doveva essere a inizio stagione la sua arma migliore.

Non so cosa aspettarmi da questa partita, se devo essere sincero credo che tra le due squadre oggi ci sia molto equilibrio sia in termini di valori assoluti che di stato di forma.

Non credo che questo derby possa condizionare troppo il resto della stagione. Ha ragione Inzaghi, dopo la partita se ne parlerà per un paio di giorni e poi il campionato tornerà protagonista senza guardarsi indietro.

Ma le parole “stanno a zero”, quando in campo scendono Inter e Milan la tensione si taglia con il coltello, potrebbe essere anche un’amichevole estiva ma la sostanza non cambierebbe. Troppa la storia, troppo l’orgoglio e la voglia di primeggiare, troppa l’agitazione dell’aspettare un evento capace di condizionare, nel bene e nel male, le nostre giornate.

La nostra generazione ha vissuto l’attesa del primo derby di Champions (semifinale) nel 2003. Ricordo che in quel mese, a cavallo delle due partite di andata e ritorno, era impossibile dormire bene. L’ansia non si poteva misurare tra la gente e i giocatori in campo in quei 180 minuti resero bene l’idea, nel loro modo di giocare, di quanta tensione ci fosse nell’affrontare quell’evento.

Ora questa finale di Supercoppa non sarà l’evento storico a cui Milan e Inter aspirano per il loro blasone ma, in questo specifico momento storico, questa coppa vale molto e questa partita pesa tanto. Siamo già in ansia e pronti all’emozione di un derby che regalerà a qualcuno qualcosa da festeggiare lasciando agli altri qualche lacrima da asciugare.